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Parte in anticipo il Circo Bianco!

C'è una grande novità quest'anno nel circo bianco, la neve. Quella naturale, ovviamente, che dopo tre anni ha fatto la sua ricomparsa, ed anche con grande anticipo sulle più rosee aspettative, così che le società di gestione degli impianti di risalita hanno pensato bene di dare una mano a questo dono, quasi inaspettato, venuto dal cielo, mettendo in azione i cannoni per consolidare la base delle piste con la neve cosiddetta programmata. Anche questa frutto di temperature già adesso sufficientemente basse.

La voglia di sci, poi, è così forte che alcune stazioni sciistiche hanno addirittura anticipato la data di inaugurazione della stagione. Il Dolomiti Superski aveva fatto appena in tempo a diramare il calendario, con l'avvio ufficiale previsto per il 25 novembre, che a Cortina, sul Col Gallina, e a Monte Croce Comelico, fra Veneto e Pusteria, hanno aperto in grande stile, e con grande partecipazione di sciatori appassionati e giovani agonisti, già dal giorno di San Martino, sabato 11 novembre. Data che rimarrà storica. E chi non ha già aperto, ha sfruttato il meteo favorevole per portarsi avanti col lavoro e farsi trovare pronto, appunto per il 25.

Ma nel frattempo si annunciano altre aperture.

 

A partire da venerdì 17 novembre aprirà i battenti anche il comprensorio del Faloria. Dalle 8.30 alle 16 saranno in funzione la funivia Faloria, che si prende dal centro di Cortina, la sciovia Tondi e la seggiovia Vitelli. Sarà aperto anche il rifugio Faloria. “Le nevicate anticipate fanno molto bene per il settore sci - spiega Enrico Ghezze, presidente del consorzio Impianti a fune di Cortina, San Vito, Auronzo e Misurina - abbiamo già aperto a Col Gallina e venerdì sarà la volta del Faloria, dove sarà utilizzata solo la neve naturale. I cannoni li abbiamo azionati pochissimo, per tarare le macchine e creare un po’ di fondo. Se dovesse andare avanti in questo modo, almeno in questo avvio di stagione potremmo risparmiare sull’innevamento artificiale”.

Apertura da sabato 18 novembre anche a Signaue, stazione sciistica gestita dalla società Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen, che poi fra il 25 novembre e il 2 dicembre aprirà le stazioni di Monte Elmo, Croda Rossa e San Candido Baranci, mentre a Padola in Comelico Superiore si scierà dal 23 dicembre. Apertura il 25 novembre anche a Arabba/Marmolada. Civetta ed Alpe Lusia-San Pellegrino dove le recenti nevicate hanno portato un accumulo di circa 60 cm ai 2514m della funivia Col Margherita. Sabato 18 aprono a Passo Rolle in Trentino (solo per il weekend), dalle 8.30 alle 16.15 anche le piste Castellazzo, Cimon e Ferrari, in attesa di riaprire poi il weekend successivo, meteo permettendo, con qualche pista in più.

Si dovrà invece attendere il 2 dicembre a Sappada dove la società Gts, proprietaria e gestore degli impianti di risalita, presieduta da Gianluca Piller Roner, punta molto per l'atteso rilancio sulla presenza di sci club veneti e friulani ed anche sulle presenze straniere, così da alimentare Nevelandia (il parco dedicato ai bambini con mille attrazioni) e le piste Nera, Pian dei Nidi e Siera.

Sensazioni positive anche sul Nevegal, il colle di Belluno dove c'è grande fiducia, dopo anni di meteo difficile, di poter aprire le piste per Natale. “Ma se saremo fortunati e se nevicherà ancora, magari anche prima”, commenta il direttore della società che gestisce gli impianti, Piero Casagrande.

In grande fermento, ovviamente, tutto il Dolomiti Superski, il più grande consorzio sciistico al mondo con i suoi 1.200 km di piste, coperte quasi integralmente da impianti di innevamento programmato, nelle 12 aree di Cortina d’Ampezzo, Kronplatz-Plan de Corones, Alta Badia, Val Gardena/Alpe di Siusi, Val di Fassa/Carezza, Arabba/Marmolada, Tre Cime Dolomiti/Drei Zinnen (comprendente il Comelico), Val di Fiemme/Obereggen, San Martino di Castrozza/Passo Rolle, Valle Isarco, Alpe Lusia/San Pellegrino, Civetta.

Le 130 società che gestiscono gli impianti di risalita quest'anno hanno investito 70 milioni di euro in nuovi impianti o nell’ammodernamento di piste, di cui 6 milioni nei sistemi di innevamento programmato, a garanzia della sciabilità in caso di scarsa presenza di neve naturale, come accaduto lo scorso anno.

Il Dolomiti Superski è una realtà che è giunta al 44mo anno di attività e presenta numeri da primato: 450 impianti di risalita, 5.800 innevatori, 180  bacini e vasche per raccolta idrica, 670.000 persone trasportate all’ora, 320 gatti delle nevi. Ma soprattutto ben 2.500 addetti (tecnici altamente specializzati che controllano e servono gli impianti di innevamento programmato, che curano di notte il manto nevoso, che garantiscono la sicurezza), 300 milioni di fatturato ed un indotto (fra alberghi, B&B, ristoranti, rifugi, noleggi, negozi, bar, etc.) di oltre tre miliardi di euro. Un'economia trainata dai cavi d'acciaio degli impianti di risalita.

Stefano Vietina 

(17 novembre 2017)

 

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