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Un altro cambio alla Fondazione Cortina 2021?
Voci sull’allontanamento dell’AD Paolo Nicoletti 
Angelo Ghedina

Il Logo della FondazioneCortina2021

Paolo Nicoletti
 di Stefano Vietina - 1 aprile 2018 

“Siamo molto preoccupati delle voci che in paese girano da oltre un mese, un mese e mezzo. Si parla ormai con sempre maggiore insistenza, infatti, del possibile allontanamento dell'Amministratore Delegato della Fondazione Cortina 2021, Paolo Nicoletti. E per noi sarebbe un errore marchiano”. Angelo Ghedina, imprenditore nel campo dell'impiantistica (con la famiglia detiene il 7% della società Ista Spa, che gestisce gli impianti di risalita della destra orografica del Boite) e nel campo agricolo, titolare dell'Agriturismo Jagerhaus, è preoccupato. Ampezzano classe 1947, padre di quattro figli fra cui il campione di discesa libera Christian, Angelo si pone una serie di domande.

 “Il presidente della Fondazione Alessandro Benetton (che peraltro non ha mai organizzato un incontro pubblico con la popolazione in tutto questo ultimo anno), se ha a cuore le sorti di Cortina dovrebbe mettere una parola chiara e smentire decisamente una notizia che può essere soltanto destabilizzante. Che senso avrebbe, infatti, mandare via un manager che ha dimostrato con i fatti tutto il suo valore?” Si avvicina la data del 17 aprile, giorno della convocazione del consiglio di indirizzo della Fondazione che, secondo voci ricorrenti, dovrebbe decretare la cessazione anticipata dell'incarico di Nicoletti, per quanto riguarda l'organizzazione della Coppa del Mondo di sci e, soprattutto, dei Mondiali 2021.

“Proprio il modo di operare di Nicoletti nelle due edizioni di Coppa del Mondo che ha guidato direttamente – prosegue Ghedina – ha fatto capire di che pasta è fatto questo manager. Ha sanato debiti contratti negli anni precedenti, ha trovato sponsor, ha organizzato al meglio le manifestazioni. Ed ora, in piena attività per il Mondiale 2021, ad un anno appena dal cambio improvviso di presidenza, da Riccardo Donadon a Alessandro Benetton, si dovrebbe rinunciare al vero unico manager operativo che abbiamo e ripartire da zero? Non abbiamo bisogno di persone che taglino i nastri, per questo c'è già il sindaco; abbiamo bisogno di chi ci garantisca che i mondiali verranno organizzati al meglio e soprattutto saranno economicamente sostenibili. Ne va dell'immagine di Cortina, ma anche del nostro futuro. I Mondiali devono essere occasione di rilancio, non un'altra palla al piede”.

Dal canto suo, Paolo Nicoletti, manager milanese, si limita a constatare l'ovvio: ovvero che la decisione sul suo futuro non spetta a lui, aggiungendo peraltro che: “non lascio un impegno una volta preso” e che “ho rinunciato anche ad incarichi nella Lega calcio per dedicarmi alla Fondazione 2021”. Questo a sottolineare, in maniera esplicita, che non solo non ha alcuna intenzione di dimettersi, ma che è disposto a dedicarsi anima e corpo a questo impegno cortinese, smentendo implicitamente quanto qualcuno sussurra a mezza bocca da giorni, ovvero che il cambio sarebbe necessario “per trovare un manager a tempo pieno”. 

“Paolo Nicoletti – prosegue Angelo Ghedina – ha avuto esperienze nel mondo del calcio e nell'Expo di Milano ed ha dimestichezza con il mondo delle organizzazioni complesse. Un curriculumche non lo ha esentato dalle prime, e quasi naturali per un foresto, perplessità qui a Cortina, superate solo grazie a quello che ha poi dimostrato, a quello che ha saputo fare. Cortina è un paese litigioso, rancoroso, ed è anche questo il motivo di tante nostre difficoltà. Eppure Nicoletti ha saputo fare breccia e conquistarsi il favore di tutti gli operatori economici. Ha senso adesso farlo fuori? C'è un motivo valido? O si tratta solo dell'ennesimo inconscio desiderio di farsi del male, di masochismo? O di creare il posto per qualche amico? Ma dobbiamo dircelo chiaro: in ambito locale non abbiamo personaggi che possano affrontare una manifestazione di questo livello”. Nessuno all'interno della Fondazione esprime un parere, si rimanda tutto al 17 aprile, anche perché nessuno ci tiene ad assumere il ruolo di “killer” del manager milanese. Ma intanto i giorni passano e le voci si rincorrono. E Angelo Ghedina, facendosi portavoce anche della sua società, la Ista, che riunisce ben 400 soci, fra operatori turistici e residenti di Cortina, alza la voce per chiedere chiarezza. “La Fondazione deve essere al servizio di Cortina, fare gli interessi di Cortina: non possiamo accettare supinamente che qualcuno la utilizzi come un palcoscenico, di dimensioni internazionali, per farsi pubblicità”.

Stefano Vietina - twitter@vietinas 

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