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DoloMitici

I DoloMitici sono quei personaggi, più o meno famosi, che hanno legato indissolubilmente il loro nome alle Dolomiti. Scalatori, ma non solo: scrittori, poeti, viaggiatori, pensatori, semplici turisti che hanno frequentato le nostre montagne, le hanno amate, descritte e fatte conoscere. Che, insomma, hanno dato lustro alle Dolomiti con i loro stessi nomi. Qui proponiamo una foto, un breve ritratto, un ricordo significativo di una galleria di personaggi che tutti possono concorrere ad alimentare mandano suggerimenti e materiali al nostro sito.

Ettore Castiglioni nasce a Ruffré (TN) nel 1908. A 15 anni inizia la sua carriera di alpinista con una prima ascensione nelle Dolomiti. Fino al 1943 Castiglioni effettua circa altre duecento prime ascensioni aprendo nuove vie nell'intero arco alpino. Studia giurisprudenza e lavora presso i Lloyds di Londra prima di rientrare a Milano. Nel 1936 ottiene la medaglia d'oro al merito alpinistico.
Nel 1942/1943 è chiamato alle armi. Con il grado di sottotenente è istruttore degli Alpini, prima nelle Dolomiti poi in Valle d’Aosta. Dopo l'Armistizio, con una dozzina dei suoi Allievi alpini, aiuta circa un centinaio di perseguitati (fra cui Luigi Einaudi e numerosi ebrei) a fuggire verso la Svizzera, ma viene arrestato dalle guardie federali e incarcerato per cinque settimane. Nel 1944 opera clandestinamente a favore della Resistenza, viene nuovamente arrestato e, nel tentativo di fuggire attraversando la Valmalenco (SO), privo di scarponi e di abiti adeguati, muore assiderato il 12 marzo 1944.

Gli altri DoloMitici nel Menù Principale

Bruno Detassis (Trento, 24 giugno 1910 – Madonna di Campiglio, 8 maggio 2008) guida alpina soprannominato "Custode del Brenta".

A16 anni sale la via normale della Paganella da capocordata e a 18 anni scala per la prima volta il Campanile Basso. Guida alpina dal 1935 e maestro di sci dal 1936. Tre anni dopo sposa Nella Cristian, triestina, la prima maestra di sci italiana e si trasferiscono a Madonna di Campiglio. Nel 1943 Detassis, in servizio militare a Merano, viene fatto prigioniero dai tedeschi e deportato in Germania nel lager di Oerbke, dal quale lo liberano gli americani nell'aprile del 1945. Torna nel Brenta, dove gestirà per decenni il rifugio Brentei, con la moglie e poi con i figli, conquistandosi per la sua competenza e la sua sempre attenta presenza l'appellativo di “Custode del Brenta”.
Detassis aprì in Dolomiti oltre 200 vie, più di 70 delle quali nel gruppo di Brenta.
Nel 1956 compì la traversata integrale delle Alpi con gli sci, mai effettuata in precedenza. Tra il dicembre 1957 e 1958 fu capo della prima spedizione trentina in Patagonia.
Fu tra gli ideatori e i realizzatori della Via delle Bocchette, il sentiero attrezzato situato nel gruppo delle Dolomiti di Brenta, forse la più famosa via in alta quota di tutte le Dolomiti.

Gli altri DoloMitici nel Menù Principale

Paul Preuss (Altaussee, 19 agosto 1886 – Mandlkogel, 3 ottobre 1913) è stato un alpinista austriaco, precursore dell'arrampicata sportiva.

Nonostante un'infanzia sfortunata, è infatti un bambino fragile e malaticcio, tanto che spesso è a letto o sulla sedia a rotelle, crescendo guarisce e si fortifica grazie alla pratica intensa dello sport. Diviene precocemente un ottimo sciatore, alpinista e rocciatore. Intorno ai vent'anni può vantare numerosi successi alpinistici, e diviene uno dei migliori alpinisti dell’epoca. Scala centinaia di cime, apre nuove vie (quasi sempre da solo e senza assicurazione), si dedica allo scialpinismo con traversate di interi gruppi montuosi.
Fa parlare molto di sé a causa delle sue teorie in controtendenza con lo spirito alpinistico del tempo: Sostiene infatti che l'uso dei chiodi e dei mezzi artificiali durante le scalate sia come “imbrogliare” la montagna.
il 28 luglio 1911 parte, solo, senza corda sulla parete est del Campanile Basso (gruppo delle Dolomiti di Brenta) e scala in 2 ore questa parete di 120 metri aprendo una nuova via. La notizia di quest’impresa farà scalpore nel mondo dell’alpinismo dell’epoca.
Il 3 ottobre 1913, a 27 anni,  muore precipitando dallo spigolo nord del Mandlkogel, una montagna nella sua terra natale.

Gli altri DoloMitici nel Menù Principale

Giosuè Carducci nasce il 27 luglio 1835 a Valdicastello, nel comune di Pietrasanta, provincia di Lucca in Toscana.
L'infanzia di Carducci si svolge principalmente in Maremma, nella campagna di Bolgheri. Da subito, Giosuè manifesta una spiccata propensione per gli studi, in questo incoraggiato dal padre. Nel 1855 si laurea in Lettere e Filosofia alla Normale di Pisa. Nel 1857 lo colpisce il primo significativo lutto familiare: il fratello Dante, che conduceva una vita oziosa, si suicida; nel 1858  muore anche il padre. Nel 1859 sposa Elvira Menicucci, conosciuta quand'erano adolescenti.

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Figlia di un industriale, cavallerizza esperta, istitutrice presso famiglie di generali prussiani e della piccola nobiltà inglese, Beatrice Thomasson (Barnby Moor, Nottingamshire 1859 – Rusper, Sussex 1947), donna volitiva e forte, fu una delle maggiori esponenti dell’alpinismo pionieristico a cavallo fra i due secoli. Si sposò a 62 anni di età, con un nobile scozzese.La sua attività alpinistica era iniziata nel 1892 nelle montagne austriache, insieme a Edward Lisle Strutt (che fu poi capo della prima spedizione all’Everest inglese, nel 1922). Nelle Dolomiti, dopo il 1896, Beatrice Thomasson fece importanti ascensioni, fra le quali vanno ricordate: il Piz Popena per la via Friedmann, i camini Schmitt alle Cinque Dita (Sassolungo), le traversate del Sass Maor e del Cimon della Pala. Nel  luglio del 1901 Beatrice Thomasson ingaggia due guide del Primiero, Michele Bettega e Bortolo Zagonél e, lasciandosi guidare da loro scala la parete da Passo Ombretta (m. 2704) a Punta Penia (m. 3342), la regina delle Dolomiti. E' la prima scalata della parete Sud della Marmolada: durò 12 ore di cui le ultime sotto neve e grandine, con fulmini che si scaricavano sulla parete. La Thomasson fu pure colpita in testa da un sasso. Come d’abitudine per gli scalatori inglesi anche Beatrice Thomasson, giunta in vetta, stappa una bottiglia di Champagne. Sono poi costretti a scendere per il ghiacciaio con le pedule fradice, non trovando gli scarponi che dovevano essere recati lassù da un portatore. La Thomasson fece poi scalate anche nell’Ortles, nel Gruppo di Sella e la traversata del Campanile Basso nel 1911.

 

 


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