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Jancris - Diario di bordo

Missione compiuta

Lunedì 30 maggio 2011 - Sette intensi mesi sono volati, da Washington abbiamo fatto vela a sud nel Golfo del Messico dove sotto un mare tornato di colore turchese, a ricordo del disastro ambientale della marea nera, uno strato di catrame solidificato e gommoso ricopre tutto il fondale.
La buona notizia che il parco marino delle Exuma alle Bahamas è incontaminato ci ha confortato e lascia ben sperare che vi siano luoghi in questo pianeta godibili anche dalle generazioni future.
Adesso Jancris, la nostra generosa barca a vela, riposa in attesa di aprire nuovamente le vele per un'altra missione.
Salutando i tanti amici che ci hanno seguito in questi mesi rinnoviamo la promessa di lottare anche da casa per difendere il nostro meraviglioso Pianeta verso il quale siamo in debito per le impagabili emozioni che ci ha regalato.
Pace
Alfredo e Nicoletta














Sulla via del ritorno

Sabato 14 maggio 2011 -  Sono consapevole che queste miglia su Jancris con le vele aperte saranno le ultime per lungo tempo. L'orizzonte libero, vasto, che solo l'oceano può offrire, chissà quando potrò nuovamente contemplarlo. L'armonia di equilibri tra forza del vento, vele, mare e scafo, mi mancherà. Il profondo silenzio che regna in mare, rasserena e lascia aperta quella sottile fessura che permette di dialogare con la natura che mi circonda. Ascolto il vento umido cercando di capire se aumenterà di forza o se mi accompagnerà dolcemente a destino, osservo il mare per leggere tra le sue increspature regolari cosa aspettare per le prossime ore. Ecco, la consapevolezza che tutto questo sta finendo mi fa vivere appieno emozioni che dopo molti mesi di questa magia, cominciavo a dare per scontate. Ho i biglietti aerei prenotati, impegni da assolvere, doveri morali che voglio portare avanti ed il solo modo di farlo è rientrare nella società dalla quale spesso vado via per ritrovare la mia armonia di vita. Il ritmo regolare delle lunghe e potenti onde atlantiche scandiscono lo scorrere del tempo come un gigantesco orologio. Ed il vento, il fresco vento dell'est che soffia gentile dal cuore dell'oceano, magari dall'Africa senza trovare barriere, senza essere sporcato da fumi velenosi, lo respiro a pieni polmoni, come se potessi accumularlo per quando mi troverò a pedalare in città. Consapevolezza che la sera invece di perdermi tra miliardi di stelle che vegliano su Jancris, accenderò la televisione che da mesi non guardo. Consapevolezza che il sole non mi offrirà più il privilegio di osservarlo incendiare il mare.Questo lungo viaggio è ormai terminato, adesso con Nicoletta dovrò prendermi cura di JANCRIS affinchè possa riposare bene, ed al nostro prossimo incontro sia ancora in forma e pronta per una nuova avventura, per portarci nuovamente oltre la linea dell'orizzonte a rincorrere sogni o missioni che poi vi racconterò.Pace.Alfredo e Nicoletta

 

Rotta a nord

Lunedì 25 aprile 2011 - Dopo cinque mesi di navigazione abbiamo invertito rotta. La prua di Jancris punta decisa verso nord. Abbandoniamo le stupende isole Exuma e le Bahamas per tornare verso Washington. Davanti a noi l'oceano smeraldo e mille miglia da percorrere. Le bianche vele di Jancris sono gonfie del costante vento dell'est e ci fanno macinare miglia su miglia. La Florida di stende ad occidente e a mano a mano che risaliamo di latitudine l'aria frizzante di primavera prende il posto della calda carezza tropicale, ma non

sono triste anzi, sono carico di energia positiva che mi sorreggerà durante le battaglie che voglio intraprendere una volta rientrato in Italia. Battaglie verdi e turchesi perchè non c'è più tempo di aspettare.
Il mio taccuino di viaggio riporta molte note che sono state raccolte strada facendo e che condensano questa ennesima lunga avventura.
Alcune note sono dolenti, come la disastrosa situazione nei fondali del Golfo del Messico dove uno strato di catrame ricopre tutto rendendo sterile per i prossimi decenni una vasta area di mare un tempo feconda e che dava sostegno a molte centinaia di famiglie.
Poi ci sono le notizie interessanti raccolte durante la lunga navigazione fluviale lungo la Intracoastal Water Way, una specie di autostrada d'acqua dove si trasportano merci togliendo dalle vere strade migliaia di camion.
Le ultime note che ricoprono pagine e pagine del taccuino sono positive ed hanno il colore turchese delle lagune delle Exuma. Qui abbiamo indagato ed approfondito le ricerche nel parco marino più importante delle Bahamas che sorge proprio davanti al golfo del Messico ed i risultati sono rassicuranti e buoni.
Se tutti noi cominciamo ad imboccare la strada diversa da quella che ci hanno segnato, se cominciamo a guardarci intorno e capire che madre natura ci manda segnali, che un cambiamento è cominciato gia da oltre un decennio, allora sicuramente anche le prossime generazioni avranno la fortuna di vedere i paradisi che ho visto, potranno emozionarsi fino a restare senza fiato davanti allo spettacolo che la natura manda in scena gratis ogni giorno, ed in questo spettacolo anche l'essere umano ha una sua parte, insieme alle altre forme di vita che condividono con noi la terra ovviamente. Non aspettiamo che chi è al potere ci dica cosa fare, non è possibile perchè non gli conviene.
Allora diamoci tutti una mossa. Cambiamo rotta.
Un abbraccio
Alfredo e Nicoletta
www.alfredogiacon.com

Immagina il blu...


Mercoledì 16 marzo 2011 - Il generatore eolico "frulla" l'aria garantendoci energia elettrica pulita e gratis in abbondanza. In queste condizioni di vento non possiamo effettuare certi lavori di manuntenzione in coperta, e scendiamo nella bianca e incontaminata spiaggia di "Monument beach" per poco tempo, giusto il tempo di far sgambettare il nostro cagnolino, poi torniamo in barca. La nostra isola felice, il nostro rifugio. Così abbiamo più tempo per meditare, guardare intorno, entrare in armonia con il luogo che ci ospita.

Ed io non posso fare a meno di interrompere le mie faccende per osservare le meravigliose sfumature della laguna che abbraccia Jancris.Grazie al vento forte e al mare appena increspato da basse onde con le creste bianche di schiuma, i colori diventano vivi, profondi, palpitanti.
Ecco, immaginate il blu, quello che vi ha stregato una volta o quello che vorreste vedere e moltiplicatelo per mille sfumature. Poi immaginate una barca a vela bianca baciata dal sole che galleggia placida sopra questo trionfo di blu. Ecco noi siamo li, felici di credere che per qualche minuto siate venuti a trovarci in paradiso.
Un abbraccio dal regno del blu, le Bahamas.
Alfredo e Nicoletta

Tropici e non solo

Giovedì 3 marzo 2011 - La linea invisibile del tropico del Cancro passa e meno di due chilometri a sud del nostro ancoraggio. Questo segno netto che separa il resto del pianeta dall'equatore è davvero l'anticamera di un mondo colorato, soleggiato e lussureggiante. Almeno qui alle Bahamas.

Pochi giorni fa eravamo ancorati nella laguna protetta davanti a Lee Stocking Island. Visto che l'isola ospita la vetta più alta delle Exuma, pensate ben 45 metri (!) abbiamo deciso di andare sulla cima per ammirare il panorama. Salendo sulle pendici che si affacciano sulla laguna abbiamo visto un scena che da sola vale un viaggio. Una ventina di razze del diametro di oltre un metro e mezzo "volavano" nelle acque calme

e trasparentissime della laguna sfiorandosi e giocando tra loro con una tale grazia ed armonia da stregare anche il più insensibile essere umano.

Non si deve smettere di essere curiosi verso la natura, anche quella domestica. Solo con un atteggiamento di riscoperta e di curiosità verso chi rende vivibile questo pianeta si può ricominciare un dialogo che follemente è stato interrotto da troppo tempo. Un dialogo per cercare di fare pace con chi come noi abita, vive, lotta e muore percorrendo la strada parallela alla nostra, la strada della vita.
A presto
Alfredo e Nicoletta

A Georgetown

Martedì 15 febbraio 2011 - Abbiamo veleggiatobahamas spostando ci quasi ogni giorno per visitare quante più isole possibile prima di arrivare alla meta prefissata, Georgetown a Great Exuma. Grazie a Jancris, la nostra barca a vela, abbiamo raggiunto atolli remoti ed isolette deserte.  Nicoletta ed io abbiamo deciso di intraprendere questo ennesimo viaggio per indagare sulle conseguenze della marea nera. Quella enorme chiazza di petrolio fuoriuscita dalla piattaforma petrolifera della BP meno di un anno fa e già dimenticata da buona parte della gente. Il golfo del Messico confina con questo reale paradiso terrestre che sono le Bahamas. Noi eravamo realmente preoccupati che la marea nera si fosse estesa fino a qui, ma fortunatamente non ne abbiamo visto traccia.

Al Perry Institute For Marine Science (www.perryinsitute.org), che ha una base che si trova nel cuore del parco nazionale delle Exuma, ToriRedinger, una ricercatrice dell'istituto, ha confermato le nostreBahamas impressioni. "Non ci sono tracce di inquinamento da idrocarburi in queste acque”.

Bahamas

Alle Bahamas

Giovedì 27 gennaio 2011 - Universo blu, indaco, turchese, a volte smeraldo. Cielo vivace solcato da stormi di nubi candide mosse dall'onnipresente vento del mare aperto, dell'oceano sconfinato. Una bassa e breve spiaggia abbagliante sfida le onde, le calma, e permette alle barche di trovare pace all'interno di una laguna ferma, immota come una piscina non frequentata. Noi siamo qui. Un guscio che galleggia sull'acqua dalle mille sfumature di blu. Le sfumature che rendono la vita più colorata, e sempre diversa. Il vento non si accorge che c'è terra, passa sopra e prosegue la corsa verso est incurante delle migliaia di bassi atolli corallini che invadono il mare e rendono unico questo angolo di mondo. Siamo a Bimini ed i colori pulsanti riflessi dalle acque e dalle spiagge di farina orlate da palme ci riempiono di meraviglia. I tropici, che per troppo tempo abbiamo abbandonato, tornano a schiarirci le idee.A darci calore nell'animo e ottimismo nel futuro. Siamo felici, grati verso l'umanità ed in debito con questo meraviglioso pianeta. Il pianeta che sfregiamo, sfruttiamo e deprediamo perseguendo un solo obiettivo, il profitto. Arriviamo alle Bahamas dopo quasi due mesi di viaggio. Abbiamo percorso migliaia di chilometri e visitato centinaia di cittadine e metropoli degli Stati Uniti. L'impero che domina il mondo, crea tendenze e consuma più di ogni altro Paese. Nel golfo del Messico la marea nera è sparita alla vista, si è adagiata nel fondo ricoprendo tutto e le autorità, i media e la gente del luogo fanno finta che non sia accaduto nulla. Anche loro stendono un velo pietoso sopra una catastrofe ecologica che si ripercuote dolorosamente nel portafogli dei più deboli e degli altri esseri viventi. Le Bahamas occidentali sembrano averla scampata. Il petrolio non è arrivato qui. Ma è senz'altro presto per dirlo. Di certo i coralli sono vivi ed i pesci numerosi. Ma quello che più ci colpisce sono questi colori vivi, gioiosi e solari come la gente che vi abita. A presto.

Gamberetti a Ferdinandina Beach

Alle 15,30 ora locale (21,15 in Italia) di domenica 12 dicembre 2010, mi ha chiamato Alfredo Giacon: “Siamo a Ferdinandina Beach, in Florida, ci siamo momentaneamente fermati a causa del maltempo. Ma il viaggio prosegue bene, secondo le tappe previste.” Incontri interessanti, frattanto, lungo il fiume, in una zona turistica nata come villaggio di pescatori ed oggi famosa soprattutto per i gamberetti.

Jancris a Caterpillar
OGGI, GIOVEDI 9 DICEMBRE 2010 ALLE 0RE 18,30 sarà trasmessa a Caterpillar, su Rai Stereo 2, un'intervista ad Alfredo Giacon, all'interno del programma che prevede una puntata ecologica. E' l'occasione per ascoltare direttamente da Alfredo la storia del suo viaggio.

A Savannah

8 dicembre 2010, ore 18.02 Savannah, Georgia, - Caro Stefano, siamo finalmente usciti dalle paludi della South Carolina e abbiamo trovato un buon segnale internet. Ci troviamo a Savannah la città più a nord della Georgia, famosa per il film Forrest Gump e la panchina dove il protagonista stava seduto. La zona appena lasciata è di selvaggia bellezza, secolari querce lottano contro palmespettinate dal vento e altissimi pini marittimi per un pezzo di terreno asciutto. Il resto sono canneti e "marsh" come vengono chiamati qui i fili d'erba altissimi che crescono negli acquitrini e formano vere e proprie isole. In cielo e nell'acqua uccelli rari e moltitudini di pellicani che vivono questa zona inospitale per l'uomo e quindi rimasta integra. Jancris veleggia sulle placide acque che formano labirinti d'acqua. A bordo tutto bene, il mondo è lontano, viviamo la vera vita. Quella fatta di molte emozioni che madre natura elargisce a piene mani a chi ha il tempo di osservare, di guardarsi intorno. Le emozioni che non costano nulla ma che gratificano più di ogni cosa materiale. Ieri eravamo ancorati nel nulla in un corso d'acqua secondario. Con Nicoletta mi gustavo l'ora più bella, quella che precede il tramonto. Gli uccelli facevano ritorno verso i loro nidi mentre intorno alla barca una famiglia di argentei delfini ciondolava osservando a debita distanza la nostra Trudy che abbaiava invitandoli a giocare con lei. Nessuna luce a terra, nessun rumore nell'aria. Solo noi e la nostra casa galleggiante. Ciao. Alfredo

Si naviga
29 nov. 2010, ore 19.51 Beaufort, North Carolina - Cari Stefano e Annalisa, siamo a Beaufort appena sotto il tempestoso Capo Hatteras, siamo ancorati davanti alla cittadina e riusciamo a "rubare” un segnale wi fi che viene da terra. Questo non è forte e sparisce spesso, ma ci permette di scrivere e salutare gli amici. Intanto veleggiamo verso sud dall'alba al tramonto. Un abbraccio, Nicoletta e Alfredo.

Partiti!

26 nov. 2010 Norfolk, Virginia: “Siamo cullati dal dolce respiro della grande baia. La vera armonia è palpabile a bordo della nostra barca, che era scomoda e fuori luogo sorretta da trespoli a terra in un cantiere. La barca è fatta per stare nJancris partitiel suo ambiente naturale, l'acqua. Jancris, poi, è nata per veleggiare lontano e tornare nel suo universo liquido, è come per un delfino tornare nello sconfinato mare dopo due anni in una piscina. La brezza della 'Sweet Virginia' ci accarezza la pelle mentre apriamo le vele per la prima tappa di 48 mg., che ci porta a Norfolk, l'immenso porto che ospita la più grande flotta di navi da guerra americane. Dopo una veleggiata con vento da sw tra 20 e 35 nodi chiudiamo le vele davanti all'ingresso e con il motore entriamo per coprire le 6 miglia all'interno del porto per gettare l'ancora in un'ansa chiamata Hospital point, che abbiamo già frequentato nel 2007 quando dalla Florida andavamo verso Boston. Sfiliamo accanto ad una zona militare dove una decina di gigantesche portaerei sono in manutenzione. Una squadriglia di elicotteri vola rumorosamente a bassa quota e Trudy gli abbaia contro. Il rombo degli elicotteri non soffoca l'allarme della temperatura elevata del nostro motore... incredibile, temperatura dell'acqua oltre i 100 gradi, mai successo... mi fiondo in sala motore e controllo, nulla, sembra tutto regolare, l'acqua di mare del raffreddamento circolamentre quella dolce del circuito interno sembra fredda!! Troppo fredda. Controllo e mi accorgo che non circola, la cannetta che dal serbatoio porta al motore è intasata, così al volo la stacco mentre il motore è spento e Nicoletta timona cercando di non scarrocciare nella zona militare altrimenti sono guai. In un paio di interminabili minuti tutto viene sistemato e la temperatura torna ad 80 gradi. Dopo due anni di ferma mancava antigelo e l'ho rabboccato a freddo senza pensare che si potesse creare una bolla d'aria... bene anche questa avventura comincia con le canoniche emozioni che sicuramente ci accompagneranno in questo lungo viaggio. Da questo momento inizia la navigazione nel canale chiamato Intracoastal Waterway, che ci permetterà di effettuare una navigazione fluviale passando sotto ponti alti 65 piedi, chiuse e ponti apribili. A presto.


Sette stati in sei mesi
24 nov. 2010 ore 11.08 Padova. La missione Jancris di Alfredo e Nicoletta Giacon toccherà 7 Stati (Columbia, Virginia, North Carolina, South Carolina, Georgia, Florida, Bahamas) e sarà la prima ad effettuare un’indagine scientifico-ambientalista lungo le coste della Florida e la prima a livello europeo a studiare il parco delle Exuma. “Per noi – ci dice Alfredo - sarà anche un modo per comunicare con la gente del posto, cogliere sensazioni, capire cosa sta cambiando nel clima e nel rapporto con l’ambiente”.

Pronti alla partenza
21 nov. 2010 ore 22.09 locali. Da Washington DC: “Cari amici,
il grande giorno è arrivato.Dopo oltre 2 anni Jancris toccherà nuovamente l'acqua del mare e noi siamo emozionati come fosse la prima volta. Controlliamo liste lunghissime contenenti i lavori da fare, facciamo grandi scorte di cibo e la cambusa è tornata a darci autonomia per mesi. Riempiamo i serbatoi dell'acqua dolce e del gasolio. Le carte nautiche coprono la rotta verso il golfo del Messico e le Bahamas. Le vele sono pronte all'uso e da giorni seguiamo i bollettini meteo. Tra poche ore la barca e noi abbandoneremo la terraferma per tornare ad essere abbracciati, circondati dal mare che per anni ci ha riempito gli occhi con le sue mille sfumature. Dal mare la terra viene vista con una prospettiva diversa, migliore. In mare le schifezze prodotte da questa società sono meno visibili, ed il rumore e la frenesia delle città sono lontani, appartengono a chi è a terra. Badate bene che per vivere queste sensazioni non serve essere in mezzo all'oceano, bastano pochi metri di distanza dal molo.                       
Tra poche ore torneremo a dialogare con il mare per capirne l'umore, ad ascoltare la natura per percepirne i cambiamenti. Torneremo ad imprecare contro il vento perché è troppo forte o troppo debole. Torneremo a vivere paure e meraviglie dell'incognito, ma sopratutto torneremo ad essere vivi dopo tanto torpore. A presto. Alfredo e Nicoletta”

Jancris libro delfini

 

I libri di Alfredo
21 nov. 2010 ore 17.30 Padova. Dal 1993 Alfredo Giacon ha iniziato a viaggiare ed a scrivere per riviste come Dove, Gulliver, Donna Moderna, Vela a motore, Bolina. Ha pubblicato per Mursia quattro libri: “Oltre l’orizzonte” (2001), “Magico Egeo” (2004), “Magica Turchia” (2006, tradotto in inglese nel 2008), “L’uomo che parlava con i delfini” (2009) e uno con l'editore Il Frangente, “Il mio cane in barca” (2009).

 

 

Conosciamo Alfredo Giacon

20 nov. 2010 ore 10.28 Padova. Il nostro amico velista Alfredo Giacon è giornalista, scrittore, ecologista. Qualche tempo fa era un imprenditore calzaturiero della Riviera del Brenta, in Veneto. Poi ha capito che non voleva sacrificare al lavoro la sua esistenza e nel 1993 ha deciso di cambiare rotta: ha venduto attività e casa e si è trasferito con Nicoletta, armi e bagagli, su una barca a vela, allargando così gli orizzonti, sposando il suo spirito naturalista e vivendo finalmente a contatto con il mondo. In questa foto Alfredo è ai Caraibi con una bella aragosta.

Jancris AlfredoJancris scalda i motori

17 nov. 2010 ore 18.45 locali Washington DC.  “Caro Stefano, qui tutto bene, Jancris è quasi pronta per iniziare l'ennesima avventura. E' incredibile che belle giornate soleggiate abbiamo avuto fino ad oggi... speriamo che duri. Oggi ho provato ad accendere il motore, un diesel 6 cilindri 5.000 di cilindrata. Un bestione da 600 kg. che ha dormito per 25 mesi. Nicoletta ed io eravamo emozionatissimi perché mettere le mani su un motore del genere è sempre un'operazione delicata e non mi fido di chiamare un meccanico quindi faccio io la manutenzione. Per una frazione di secondo ha esitato, ma subito l'orgoglioso Perkins da 135 cavalli è partito regolare come un orologio... oggi è stata davvero una buona giornata. Un abbraccio e te eAnnalisa. Alfredo e Nicoletta”

 

 

Jancris cantiere

Riaprire Jancris

16 nov. 2010 ore 12.03 Washington. “Stiamo lavorando 18 h. al giorno per rimettere in forma Jancris dopo due anni di assenza. Immagina Stefano di lasciare una casa singola e piccolina chiusa per 2 anni con vestiti, lenzuola, cibo.... tutto quello che compone una casa in un clima piuttosto umido, freddo in inverno, mentre in estate per almeno 4 mesi l'umidità si aggira sopra l'85%... MOLTO LAVORO!!! Ma di giorno in giorno la barca prende vita e noi siamo felici. Torno al lavoro.”


La missione di Alfredo e Nicoletta

15 nov. 2010 ore 13.33 Volo da Milano l’8 novembre 2010 per raggiungere (il giorno del compleanno di Alfredo Giacon) il molo di Washington dov’è ormeggiata Jancris. Venti giorni saranno necessari per armarla e predisporla al viaggio che inizierà ai primi di dicembre 2010. Durante il viaggio di andata la barca discenderà a motore il canale Intracoastal Wather Way fino alla Georgia, poi proseguirà a vela sotto costa fino a Miami sempre contro corrente (la forte corrente del Golfo), e di lì a Nassau capitale delle Bahamas. A Nassau imbarcherà i professori dell’Università di Padova e inizierà il percorso tra gli atolli. A missione compiuta, viaggio a ritroso.


Verso il paradiso naturale delle Exuma
13 nov. 2010 ore 09.55 Washington  “Ho deciso questo viaggio che da Washington ci porterà via fiume in Georgia e di lì sotto costa fino alle Bahamas – spiega l’eco-scrittore padovano Alfredo Giacon - perché nessuno ha ancora verificato se il paradiso naturale delle Exuma, arcipelago di 365 atolli popolati solo di iguana e uccelli marini, è stato lambito dal petrolio fuoriuscito dalla piattaforma BP. Questo che è il più bel parco marino delle Bahamas, già location di “007 Operazione tuono”, presenta fondali di tre metri ottimi per il mio due alberi Jancris da 17 metri, che pesca 2,20”.

Una missione caraibica di 6 mesi
10 nov. 2010 ore 07.19 Padova. Alfredo e Nicoletta si apprestano ad una missione caraibica di 6 mesi. Con loro la cagnetta Trudy, che da sempre è la mascotte della coppia di velisti in giro per il mondo: dalle Galapagos al Polo Nord, dai parchi marini dell’Oceano Indiano al Golfo di Aden, dalla Penisola di Malacca alla Polinesia.

Buon vento a due amici che stanno salpando

08 nov. 2010 ore 07.47 Padova. Alfredo Giacon e la moglie Nicoletta Siviero stanno salpando con la loro barca a vela Jancris. Da Washington, via fiume, fino in Georgia e poi alle Bahamas, al largo del Golfo del Messico per monitorare la marea nera. Alfredo e Nicoletta, esperti navigatori, sono anche amici della montagna e delle Dolomiti e noi seguiremo la loro spedizione.

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