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Luoghi

Lago di Centro Cadore: una Cenerentola

Le foto sono eloquenti. Fra il prima ed il dopo, fra il lago pieno d'acqua e quello quasi completamente svuotato, non passano solo pochi giorni, ma c'è anche tutta la distanza che intercorre fra una zona turistica ed una landa desolata.

Chi verrebbe ad investire, infatti, sulle sponde di un lago trasformato in un acquitrino, dove il colore predominante non è più quello dell'acqua azzurro-verde, ma il marrone della fanghiglia? Cresce dunque la protesta da parte degli abitanti dei paesi circostanti: Domegge, Lozzo, Pieve e Tai di Cadore.

“Crediamo sia il momento di valorizzare il nostro lago – dicono i residenti – non di abbandonarlo al suo destino. Nonostante tutti i progetti, ancora oggi non è possibile percorrerlo lungo tutta la sua lunghezza. Vi sono parti inaccessibili, altre in cui è pericoloso avventurarsi perché sono troppo scoscesi i sentieri. Non si deve andare troppo lontano per vedere come hanno valorizzato il lago di Auronzo oppure quello di Santa Croce, divenuti costante meta turistica, ed anche punto di riferimento per manifestazioni sportive e ludiche. Un esempio da seguire.”

In aliante su Belluno

Aeroporto ed aeroclub in alto sulle Dolomiti

C'è un piccolo tesoro alle porte di Belluno, nascosto ai più, anche se vola spesso in cielo. È l'Aero Club di Belluno, affidatario dell'Aeroporto civile. Un'associazione che già oggi svolge molte attività e che aspetta con fiducia di poterne fare molte di più se riuscirà ad ottenere, come auspicano i soci, la gestione ventennale della sede aeroportuale attraverso un bando che verrà indetto proprio nella prossima primavera. “Per ora gli spazi sono limitati rispetto alle nostre esigenze ed alla possibilità e volontà di crescere – commenta il presidente Francesco Frezza, 53 anni - se consideriamo che l'Aero Club ha già 130 soci ed è meta molto spesso di tanti velivoli che vi fanno tappa, dagli aerei agli ultraleggeri. L'idea è quella di poter ampliare la nostra dotazione di hangar così da poter avere a disposizione un maggior numero di velivoli ed anche di poter avvicinare al volo un maggior numero di appassionati.” Perché è così: il primo volo affascina, il secondo intriga, il terzo innamora. E c'è chi da questa malattia del volo non si riprende più. Come Lando Arbizzani di Treviso, 76 anni, “giovane” pilota, nel senso che ha iniziato da poco più di un anno, ed ha scoperto, come ci dice, una nuova vita, nella quale mettere alla prova la sua capacità di concentrarsi alla guida e di vedere il mondo da una prospettiva diversa. O come Andrea Paganin che di anni ne ha sedici ed attende di prendere il brevetto di pilota di alianti, ma frequenta l'Aero Club già da due anni, ha già svolto il suo primo volo da solista e dà una mano nelle fasi di preparazione e di decollo degli alianti. Condividono la stessa passione, quella del volo, che annulla le distanze di età e di ceto ed alimenta l'amicizia, in un ambiente in cui si annulla anche il confine tra terra e cielo in una sorta di oasi fatta di tecnica, professionalità e passione per l'ambiente. 

La nostra intervista a Davide Zampieri, 44 anni, vice presidente dell'Aero Club. “Sì, la nostra è una passione, non un semplice hobby. Una malattia che ti prende e diventa quasi 'invalidante', nel senso che poi non c'è più rimedio... E tutta la settimana pensi al prossimo volo.” 

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Al Rifugio Chiggiato, in attesa della neve e dei... 90 anni!

Il rifugio Chiggiato (Marmarole centrali - Cadore 1911 m slm) di proprietà del Cai di Venezia, nel 2016 festeggerà i 90 anni di vita. Omar Canzan e sua moglie Barbara intanto hanno realizzato dei gilet e dei paracollo in pile con il logo, per sottolineare l'evento. “I tanti turisti che ritornano – commenta Omar – sono il miglior incentivo al nostro lavoro, vuol dire che restano soddisfatti.” Intanto, grazie ad un bando lanciato dal Comune per il recupero del pascolo, sono state tagliate una sessantina di piante che hanno così consentito di ampliare lo sguardo e dare respiro alla struttura, favorendo il panorama che è una delle maggiori attrazioni del Chiggiato. Inoltre il terreno, nel giro di un paio di anni, potrà ridiventare una zona adatta al pascolo per riattivare anche questa attività ai 1.900 metri del rifugio. In estate insieme ai genitori vive al Chiggiato anche il figlio Alex di dieci anni. “Per lui è l'occasione per stare all'aria aperta – commenta Omar - imparare a muoversi insieme a tanta gente che passa in rifugio ed anche divertirsi.”

Fra poco con le ciaspe!

Il rifugio vive ormai tutto l'anno. Al di là dei mesi estivi, infatti, si prosegue nell'apertura, ovviamente tempo permettendo, nei week end. E con la neve il Chiggiato ridiventerà poi uno dei terminali delle passeggiate con le ciaspe, un'attività che sta di anno in anno aumentando i propri proseliti. Sono molti gli itinerari in Cadore, infatti, adatti a tutte le età e sui quali si può sperimentare la possibilità di fare una sana attività fisica ed anche di incontrare paesaggi innevati di rara bellezza. “Il circuito 'Cadore regno delle ciaspe' è un altro importante veicolo per farci conoscere – sottolinea Omar Canzan – e noi abbiamo aderito da subito e con molto interesse.” I percorsi sono segnati con indicazioni specifiche e ben battuti, tenuti sotto controllo dalle guide alpine. 

 Intervista al gestore, Omar Canzan

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Rifugio città di Fiume: passione e tante idee

Intervista a Mario Fiorentini che, insieme a Caterina Berto e Giovanni Fabbiani gestisce il rifugio Città di Fiume. Un rifugio di montagna che diventa anche un rifugio per le idee. Non più solo al servizio degli escursionisti e degli scalatori, ma anche luogo che attrae per le proposte culturali, musicali, culinarie. Così Mario, Caterina e Giovanni, gestori da otto anni di questo rifugio che si trova sotto il Pelmo, (lo si raggiunge dalla Val Fiorentina o dal Passo Staulanza), hanno alimentato un'idea che non è nuova, ma che va condotta con passione e tenacia.

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Trekking ad anello intorno al Parco delle Dolomiti Friulane

E' stato ufficialmente presentato ieri, 18 giugno, alla presenza delle autorità, il percorso trekking ad anello intorno dal Parco delle Dolomiti Friulane. Con accesso da uno qualsiasi dei 4 rifugi toccati, uno in Cadore e tre in Friuli, il percorso si snoda fra panorami mozzafiato ed ambienti incontaminati. La percorrenza consigliata è di 4 giorni, con dislivelli quotidiani anche di 1000 metri. Tutte le info sul portale www.rifuginrete.com.

  Corriere delle Alpi, 21 giugno 2014

 

Uno sguardo dalla Marmolada 

Viaggio stampa con il Dolomiti Superski, giro della Grande Guerra. Eccoci in vetta alla Marmolada (23 gennaio 2014, video di Stefano Vietina)


 

Grande rilancio per la bella Val Visdende

Anche per l'estate del 2013 viene riproposto il gemellaggio fra le Tre Cime di Lavaredo e la Val Visdende, con sconti sui pedaggi. Inoltre si annunciano novità importanti per la vallata, già mèta dei pellegrinaggi di Papa Wojtyla (I sentieri di Papa Giovanni Paolo II nella Valcomelico). Ecco alcune news recenti, un'immagine del Monte Peralba da cui nasce il fiume Piave, e un breve video.


 

Una terrazza sul Lago di Centro Cadore 

Se state cominciando a programmare qualche bella passeggiata, vi segnaliamo il Parco del Roccolo a Pieve di Cadore, nel cuore delle Dolomiti bellunesi, a 878 metri sul livello del mare. Una terrazza sul lago di Centro Cadore


 

Successo del "Giro delle Cime" 

Si scia dal Comelico, in provincia di Belluno, a Signaue e Croda Rossa, in provincia di Bolzano. Il Giro delle Cime, voluto dalla Sextner Dolomiten presieduta da Franz Senfter, prende forma. Tanti sciatori sulle piste nelle vacanze natalizie. Ecco un'intervista video con Walter De Martin, direttore della Scuola Sci di Padola, in Comelico Superiore, e una con Arina Gusev, a Padola con il marito per partecipare alla Comelgo Loppet, provenienti da San Pietroburgo, a testimonianza che la Valcomelico comincia a diventare attrattiva anche per una clientela internazionale. In basso, un'intervista sull'andamento del periodo natalizio a Mark Winkler, amministratore delegato della Sextner Dolomiten.


 

Senfter: "Sabato ci sarò!" 

 Il 22 dicembre 2012 verrà inaugurata la pista Campo, in Comelico Superiore che andrà ad arricchire il "Giro delle Cime", nelle Dolomiti,  fiore all'occhiello della società Sextner Dolomiten. Ecco la nostra intervista all'imprenditore Franz Senfter, presidente della società che gestisce gli impianti.

(vedi anche altro nostro articolo con l'intervista estesa, pubblicata dal Corriere delle Alpi)


 

Ciclabile "Lunga via delle Dolomiti": nuovo sito online

Ciclabile DolomitiCiclabile Dolomiti

"La più bella pista ciclabile del mondo": così viene definita nel nuovo sito "La lunga via delle Dolomiti" il percorso che si snoda per 72 chilometri, con un dislivello in salita di 350 metri e in discesa di 850 metri, toccando le località di Dobbiaco, Cimabanche, Cortina, Borca, Calalzo, su un terreno asfaltato per un 50% e sterrato per il restante 50%. Un percorso di indubbia bellezza paesaggistica, adatto a tutti, che il nuovo sito (a cui è dedicato un recente articolo del Corriere delle Alpi) intende promuovere come merita, offrendo tutte le info utili a pianificare nel miglior modo possibile l'escursione sui pedali. Da provare subito, prima che arrivi la neve!

Una gita verso il Monte Cavallino

Il Monte Cavallino si trova nella Catena Carnica Principale lungo il confine tra l'Italia (Provincia di Belluno) e l'Austria (Tirolo). Dal versante italiano si trova sopra l'abitato di Comelico Superiore; da quello austriaco sopra Kartitsch. Compagni d'escursione, gli amici Alberto Pavanello e Stefano Roverati. Le condizioni meteorologiche incerte ci hanno sconsigliato il proseguimento alla vetta, dove è posta una grande croce detta Croce d'Europa. Tappa "obbligata" al rifugio austriaco Filmoor a 2350 mt.


 

Una nuova sede del soccorso alpino Val Comelico

 

A Santo Stefano di Cadore (Bl) procedono i lavori per la realizzazione della stazione Val Comelico del Cnsas (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico)I. Una casetta in legno realizzata da MaViMa Bautec - Casa delle Dolomiti Bellunesi, azienda di Fonzaso (Belluno) che opera per la valorizzazione del legno in filiera corta. Intervista di Stefano Vietina a Michele Festini, volontario del Soccorso Alpino (7 settembre 2012).


 

 

La memoria recuperata in un DVD presentato in anteprima a Campolongo di Cadore

 

 


Un inedito su come eravamo, una testimonianza di indubbio interesse, un prezioso documento storico.

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